(Photo by Andrea Tonetti) Tverskaya

Io c’ero: la gente e le emozioni nel racconto di Andrea Tonetti, fotografo freelance e nostro corrispondente a Mosca

12 giugno 2017: a Mosca si celebra la Giornata della Russia, la festa nazionale più importante dell’anno.

Mentre migliaia di persone si riversano nelle strade del centro per partecipare alle celebrazioni ufficiali, parte della città viene completamente blindata dalla polizia russa: si tratta di Tverskaya, una delle strade principali, ad appena 10 minuti a piedi dal Cremlino. È proprio qui che i maggiori esponenti dell’opposizione, in particolare Aleksej Naval’nyj, hanno stabilito un punto di ritrovo per una manifestazione contro la corruzione della classe dirigente russa. La manifestazione non è stata autorizzata dal governo, e il passaparola è avvenuto attraverso social network e altri canali non ufficiali (fra cui il blog dello stesso Naval’nyj).

Tverskaya

Dai principali canali televisivi e dalle testate giornalistiche non si sente una parola riguardo alla manifestazione: i notiziari rivolgono invece la propria attenzione alla moltitudine di eventi organizzati per la festa nazionale. Gli unici riferimenti che trapelano riguardano proprio l’oppositore Naval’nyj, che è stato arrestato la mattina stessa mentre usciva di casa con l’accusa di voler interferire con i diktat previsti per la giornata. Nonostante la sua assenza, a mezzogiorno Tverskaya è piena di gente: migliaia di persone affollano la via, eccezionalmente chiusa al traffico e presidiata da un dispiegamento di poliziotti e militari che impressiona per la vastità. La gente intona cori, ascolta discorsi dagli altoparlanti e sventola bandiere.

Tverskaya

Qui si può ritrovare quella Russia che solitamente non viene considerata: la Russia dei giovani e dei lavoratori a cui non stanno bene i metodi di Putin e compari, la Russia di tutte quelle persone che a gran voce vogliono denunciare ingiustizie e reclamare diritti. In mezzo a una quantità esagerata di tute dell’Adidas, babushke bionde e poliziotti appena maggiorenni, c’è gente di ogni età, sesso e ceto sociale: una minoranza, certo (il consenso allo “Zar” ha pochi eguali al mondo), ma si tratta comunque di decine di migliaia di persone scese in piazza a volto scoperto, senza paura. Il corteo è calmo, però la tensione si taglia col coltello: i poliziotti cercano di contenere il più possibile la fiumana, e non esitano a portare via persone “colpevoli” del minimo sgarro. Emergono rabbia e sfacciataggine: le emozioni sono mischiate in questo corteo. Così come i sorrisi che scivolano tra i volti.

Tverskaya

La giornata si conclude senza eventi di particolare rilievi (a parte i circa 1500 fermi e arresti, ndr): a poche centinaia di metri di distanza, zucchero filato e canti popolari proseguono, quasi ignari di ciò che è appena successo poco più in là. Perché di questa protesta, i notiziari dei canali televisivi russi non hanno proprio fatto menzione: in una giornata importante e piena d’orgoglio nazionale sarebbe stata certamente una verità un po’ scomoda.

Andrea Tonetti

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